La Grecia rafforza la sua strategia di tutela ambientale ampliando la rete delle spiagge protette contro l’overtourism. Il numero delle cosiddette aree costiere tutelate sale ufficialmente a 251, segnando un ulteriore passo verso un modello di turismo più sostenibile e meno invasivo.
L’iniziativa punta a ridurre la pressione antropica sulle coste e a preservare ecosistemi marini e terrestri sempre più fragili.
L’aggiornamento arriva dal Ministero dell’Ambiente e dell’Energia della Grecia, che ha ampliato l’elenco delle cosiddette Apatites Paralies, termine che indica le “spiagge inviolabili” o “incontaminate”.
Si tratta di aree costiere soggette a un regime di protezione rafforzato, pensato per limitare l’impatto del turismo di massa e salvaguardare la biodiversità marina e costiera.
Il rafforzamento di questo sistema si inserisce anche in un preciso aggiornamento normativo: i Ministri dell’Economia Nazionale e delle Finanze, Kyriakos Pierrakakis, e dell’Ambiente e dell’Energia, Stavros Papastavrou, hanno infatti firmato una nuova Decisione Ministeriale Congiunta (JMD). Il provvedimento modifica e aggiorna la precedente normativa del 02.04.2024 relativa ai termini e alle restrizioni per le coste e le spiagge ad alta protezione, già oggetto di ulteriori integrazioni successive.
Con questa nuova firma istituzionale viene ulteriormente rafforzato il quadro di tutela delle aree costiere più sensibili, introducendo regole più stringenti per la gestione e la conservazione delle spiagge soggette a protezione avanzata.
Spiagge protette Grecia – Meno infrastrutture, più natura
Con il nuovo piano, la Grecia punta a ridurre in modo significativo l’impatto umano sulle spiagge più sensibili.
Nelle spiagge incluse nel nuovo elenco non sarà possibile:
- installare lettini e ombrelloni a noleggio
- realizzare chioschi o strutture temporanee
- costruire passerelle o infrastrutture turistiche
- modificare la morfologia naturale della costa
Vengono inoltre vietati interventi che possano compromettere il funzionamento ecologico degli habitat costieri.
Il caso Elafonissi: protetta ma con attività turistiche
Un esempio utile per comprendere l’evoluzione del sistema greco è quello di Elafonissi Beach.
Pur essendo da anni inserita nella rete Natura 2000, Elafonissi ha ospitato nel tempo:
- stabilimenti balneari stagionali
- noleggio di ombrelloni e lettini
- servizi turistici limitati
Questo perché in Grecia la tutela ambientale e le concessioni demaniali hanno spesso coesistito.
Oggi però il modello sta cambiando: l’obiettivo è passare da spiagge “protette ma attrezzate” a spiagge realmente libere da infrastrutture invasive.
Le principali aree coinvolte
Tra le zone aggiunte o rafforzate figurano territori di grande valore ambientale e paesaggistico:
- Piccole Cicladi (Iraklia, Schinoussa, Koufonisia, Keros)
- Creta occidentale (Gramvousa, Falasarna, Elafonissi, Kissamos)
- Lefkada
- Limnos
- Laguna di Messolonghi
- Delta dell’Acheloos
- Folegandros e isolette vicine
Si tratta di ecosistemi costieri e insulari particolarmente vulnerabili alla pressione turistica.
Le “towel protests” e la spinta sociale
Già nel 2023 era nato in Grecia il movimento delle towel protests, iniziato a Paros e poi diffuso in altre isole.
I cittadini denunciavano l’eccessiva occupazione delle spiagge da parte di stabilimenti privati, chiedendo più spazi liberi e controlli più rigidi.
L’attuale ampliamento delle spiagge protette viene interpretato anche come risposta istituzionale a quelle pressioni sociali.
Per consultare le spiagge soggette a restrizioni è disponibile l’app ufficiale del governo greco Gov.gr MyCoast, che consente di:
- visualizzare la mappa delle 251 spiagge protette
- verificare le regole specifiche di ogni area
- pianificare viaggi in modo consapevole
CLICCA QUI per vedere l’allegato (attualmente disponibile solo in lingua greca) delle spiagge protette.
Un rapido promemoria:
Ricorda che noi di “Greece Travel Experts” siamo qui per guidarti nella pianificazione del tuo viaggio unico ed autentico in Grecia aiutandoti, così, step by step.
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