Quando siamo arrivati a Skopelos nel Settembre del 2022, avevamo, da circa una settimana, iniziato un viaggio alla scoperta delle Sporadi Settentrionali, partendo da Volos. Era tutto programmato (avendo ai quei tempi due bambine piccole non potevamo fare diversamente), gli spostamenti tra le isole, le giornate al mare e le varie visite, lasciandoci comunque un po’ di libertà per decidere sul momento cosa fare.
Ed è stato proprio un cambio di programma dell’ultimo minuto a farci scoprire una parte di Skopelos che probabilmente, altrimenti, non avremmo visitato.
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Cosa fare a Skopelos quando il Meltemi soffia
Una mattina ci siamo svegliati con un vento piuttosto forte, il mare non sembrava particolarmente invitante per trascorrere la giornata in spiaggia e così abbiamo deciso di dedicare la prima parte della giornata a qualcosa di completamente diverso: andare alla scoperta dei monasteri di Skopelos che si trovano sul Monte Palouki, alle spalle di Skopelos Town.
Prima di allora non avevamo approfondito molto questa zona e come capita probabilmente a molti viaggiatori, anche noi associavamo Skopelos soprattutto alle sue spiagge, alla Chora ed ai bellissimi paesaggi verdi che caratterizzano l’isola.
Scoprire che sulle pendici del Monte Palouki si trovano diversi monasteri, alcuni dei quali molto antichi, è stata quindi una piacevole sorpresa.
Il Monte Palouki raggiunge circa 565 metri e, man mano che lo si sale, Skopelos cambia completamente faccia: si lasciano il porto e le case bianche dai tetti rossi e ci si ritrova circondati dal verde, tra tornanti che si arrampicano sulla montagna e monasteri nascosti in posizioni davvero particolari.
La “Via”dei Monasteri
“La Via dei monasteri” è il nome che ho voluto dare io a questo percorso, perché mi sembrava il modo più semplice per descrivere la strada che permette di raggiungere alcuni dei principali monasteri del Monte Palouki; non è quindi il nome ufficiale di un itinerario, ma quello che ho scelto per raccontare questa nostra esperienza.
Non è necessario essere religiosi per apprezzare questo giro, a noi interessava soprattutto scoprire una parte dell’isola diversa dalle spiagge e dai luoghi più conosciuti e, senza averlo programmato, ci siamo ritrovati tra panorami, boschi, edifici antichi e piccoli luoghi di culto dove sembra che tutto proceda con un ritmo diverso.
Se stai cercando cosa fare a Skopelos in una giornata ventosa, oppure semplicemente vuoi conoscere un lato meno turistico dell’isola, il Monte Palouki può essere davvero una bella alternativa al mare.
Monasteri di Skopelos – Come vestirsi per visitarli
Prima di raccontarti le varie tappe della nostra “Via dei monasteri” di Skopelos, ci sono alcune cose che secondo noi è utile sapere: la prima riguarda l’abbigliamento.
Ricordati che stai entrando in luoghi sacri: è quindi opportuno vestirsi in modo adeguato e rispettoso, meglio evitare abiti troppo corti o particolarmente scoperti ed avere con sé qualcosa per coprire spalle e gambe, soprattutto se hai intenzione di visitare più monasteri.
Nel caso il tuo abbigliamento non fosse ritenuto sufficientemente adeguato, non preoccuparti: all’ingresso dei monasteri si trovano generalmente teli o indumenti coprenti messi a disposizione dei visitatori, da poter indossare sopra i propri vestiti. Noi li abbiamo visti proprio come una soluzione semplice per permettere a tutti di entrare nel rispetto del luogo, anche senza essersi organizzati alla perfezione.
Un’altra piccola raccomandazione riguarda le fotografie. Se incontri monaci, suore o altri religiosi durante la visita, evita di fotografarli o riprenderli mentre sono in chiesa a pregare, a meno che tu non abbia prima chiesto ed ottenuto il loro permesso.
Qualcuno potrà magari sembrarti un po’ severo, ma non prenderla a male: sei comunque all’interno di un luogo sacro ed è giusto rispettare sia il momento della preghiera sia la loro privacy.
Monasteri del Monte Palouki – Quali sono
Durante la nostra escursione sul Monte Palouki abbiamo raggiunto i monasteri di Metamorfosi tou Sotiros, Evangelistria, Timios Prodromos, Agia Varvara e Agia Triada. Inoltre, immerso in una zona ancora più appartata della montagna, si trova anche Agios Taxiarchis, ma noi non siamo arrivati fin lì.
Questi appena elencati sono monasteri diversi tra loro, sia per storia che per aspetto, ma hanno qualcosa in comune: la posizione, il silenzio e quei panorami che, salendo sempre più in alto, si aprono su Skopelos Town, sul mare e sulle isole vicine.
Monastero di Sotiros
La nostra visita ha inizio dal monastero di Sotiros, immerso nel verde del Monte Palouki e le sue origini vengono fatte risalire tra la fine del Quattrocento e l’inizio del Cinquecento.
Appena entrati abbiamo incontrato un monaco che, non appena ci ha visto, ci ha accolto offrendoci un loukoumi, un dolce tradizionale dalla consistenza morbida e gommosa, spesso aromatizzato con acqua di rose, mastice di Chios o vari gusti di frutta e ricoperto di zucchero a velo.
Devo ammetterlo: non è esattamente tra i miei dolci preferiti, ma come si fa a rifiutare un’offerta fatta con tanta gentilezza? E così l’ho preso, ho ringraziato ed ho provato a mangiarlo. Dopo qualche boccone, però, ho cercato di passarlo di nascosto a Myke; devi sapere che lui è un piccolo bidone dell’umido…non rifiuta mai niente.
Dopo aver esplorato gli esterni e scattato qualche fotografia, siamo entrati nella chiesetta e il nostro sguardo è subito caduto su un antico e splendido iconostasi e sulle diverse icone, tra cui alcune opere attribuite ad Antonios Agorastos, importante iconografo cretese del XVII secolo.

La storia del monastero è inoltre legata ai periodi più difficili vissuti dall’isola: in passato avrebbe offerto rifugio agli abitanti durante le incursioni dei pirati e nel periodo della dominazione ottomana.
Il giorno più importante per il monastero è il 6 agosto, quando viene celebrata la Trasfigurazione di Cristo. La tradizione locale legata a questa giornata è molto particolare: vengono benedette le viti e si assaggia la prima uva della stagione, che viene poi condivisa anche con pellegrini e visitatori. Il Monastero della Metamorfosi tou Sotiros ha inoltre una caratteristica che lo distingue da molti altri monasteri di Skopelos: qui vengono celebrate funzioni religiose non soltanto nelle principali festività, ma anche ogni domenica.
Monastero di Evangelistria
La nostra seconda tappa è stata il Monastero di Evangelistria, conosciuto anche come Monastero dell’Annunciazione. La sua posizione, alle pendici del Monte Palouki e affacciata sulla baia, è davvero particolare, infatti da qui si possono ammirare panorami molto belli, ma quello che ci ha colpito soprattutto è stata la tranquillità del luogo.
Quando siamo arrivati siamo stati accolti da una suora molto gentile e ospitale, che ci ha fatto sentire subito a nostro agio, e devo dire che è stato un modo davvero piacevole di iniziare la visita.
Il Monastero, nella sua forma attuale, risale al 1712 e venne costruito sulle rovine di un precedente monastero bizantino del 1676. La sua storia è strettamente legata alla famiglia Dapontes, una delle famiglie più importanti nella storia di Skopelos.
Una volta entrati, anche qui, sono soprattutto i dettagli a catturare l’attenzione; nella chiesa, infatti, sono conservate icone antiche, come quella dell’Annunciazione datata 1683, ed un bellissimo iconostasi decorato in foglia d’oro, realizzato da artigiani provenienti da un laboratorio di Costantinopoli.

Prima di andare via siamo passati anche dal piccolo negozio del Monastero. In luoghi come questo ci piace sempre acquistare qualcosa oppure lasciare una piccola offerta: non tanto per comprare il classico souvenir, quanto perché ci sembra un modo carino per contribuire alla conservazione del posto e portarsi a casa un ricordo della visita.
Monastero di Agia Varvara
Proseguendo la nostra “Via dei monasteri” di Skopelos, siamo giunti al Monastero di Agia Varvara. Il monastero risale al 1648, data riportata anche nell’iscrizione della sua fondazione. Secondo la tradizione, sarebbe stato fondato dall’abate Filaretos del vicino Timios Prodromos affinché sua sorella potesse prendere i voti. Agia Varvara nasce quindi con una forte impronta legata alla vita monastica femminile.

A rendere ancora più speciale la nostra visita è stata una suora dolcissima, sorridente e accogliente, che ci ha accolti appena arrivati e si è resa disponibile ad accompagnarci durante la visita.
Con grande gentilezza ci ha guidati alla scoperta della chiesa, soffermandosi sui suoi dettagli e sulle opere custodite al suo interno. È stato uno di quegli incontri semplici ma capaci di rendere un luogo ancora più speciale e di trasformare una normale visita in un ricordo di viaggio.
Anche per questo ad Agia Varvara ti consiglio di non avere fretta: prenditi il tempo per osservare la chiesa, ascoltare le spiegazioni se ne avrai l’occasione e goderti la tranquillità che si respira all’interno del monastero.
La chiesa presenta una struttura a basilica con cupola e, una volta entrati, vale la pena soffermarsi soprattutto sull’iconostasi placcato in oro, riccamente decorato con motivi floreali e foglie di vite; dall’esterno il monastero appare piuttosto austero, mentre all’interno si scoprono decorazioni e testimonianze della sua lunga storia.
Dal monastero si apre inoltre una splendida vista sulla costa settentrionale di Skopelos e sul Mar Egeo e, nelle giornate limpide, lo sguardo arriva fino ad Alonissos.
Secondo la tradizione locale, proprio la sua posizione dominante avrebbe permesso in passato di controllare il mare e individuare l’arrivo di pirati o altri invasori.
Tra le alte mura, la chiesa, l’accoglienza della suora, il silenzio e quel panorama sull’Egeo, Agia Varvara è sicuramente una delle tappe più particolari tra i monasteri di Skopelos che abbiamo visitato.
Per quanto riguarda gli orari, abbiamo trovato indicata un’apertura dalle 11:00, ma gli orari dei monasteri possono cambiare a seconda del periodo e della presenza di chi se ne occupa.
Monastero di Timios Prodromos
Il quarto monastero che abbiamo visitato è stato Timios Prodromos, dedicato a San Giovanni Battista e situato poco distante dal Monastero di Agia Varvara, sulle pendici del Monte Palouki.
È uno dei monasteri più antichi e più amati dagli abitanti di Skopelos; fu fondato nel 1612 dal monaco Simeone e successivamente rinnovato, nel 1721, dall’abate Filaretos. Per secoli fu un monastero maschile, mentre dall’inizio del Novecento ospita una comunità femminile.
Quando siamo arrivati abbiamo incontrato un gentile papàs, che ci ha aperto le porte della chiesa permettendoci di entrare e visitarla, anche questo piccolo gesto di accoglienza ha reso ancora più piacevole la nostra sosta a Timios Prodromos.
Una volta entrati, anche qui sono le decorazioni a catturare l’attenzione: tra gli elementi più belli c’è l’iconostasi in legno dorato, riccamente decorato con motivi di viti, animali e uccelli. All’interno della chiesa si possono vedere anche antichi affreschi, alcuni dei quali vengono fatti risalire al XIV secolo.
Il monastero è particolarmente legato alla festa di San Giovanni Battista, che viene celebrata ogni anno il 24 giugno.
Ma, al di là della storia e delle opere custodite nella chiesa, quello che ci è rimasto soprattutto di Timios Prodromos è la sensazione di pace e tranquillità.


Come per Agia Varvara, la sua posizione regala una bellissima vista sulla zona circostante e sull’Egeo e ti viene quasi naturale fermarsi qualche minuto, semplicemente per guardarsi intorno e godersi il silenzio con una vista pazzesca.
Monastero di Agia Triada
Agia Triada è stato l’ultimo monastero che abbiamo raggiunto, una tappa decisamente più appartata rispetto alle precedenti ed immersa nella natura. Agia Triada, il cui nome significa Santa Trinità, si trova infatti nella parte più isolata del percorso tra i luoghi religiosi del Monte Palouki.
Prima di decidere di raggiungere Agia Triada, però, voglio lasciarti un consiglio che considero davvero importante, soprattutto se stai facendo la nostra stessa “Via dei monasteri” di Skopelos con un’auto a noleggio.
Fai molta attenzione alla strada in quanto l’ultimo tratto non è semplicemente sterrato: la strada diventa anche molto stretta e in alcuni punti parecchio dissestata. Noi abbiamo dovuto procedere con molta cautela e, con un’auto bassa o poco adatta a questo tipo di percorso, si rischia seriamente di danneggiare il mezzo.
Per questo ti consiglio di valutare prima le condizioni della strada e soprattutto il tipo di auto che stai utilizzando, e decidi per tempo se vuoi arrivare fino ad Agia Triada, perché una volta imboccato il tratto più stretto non è sempre semplice trovare lo spazio per fare manovra o tornare indietro. Non voglio scoraggiarti dal raggiungerla, ma è una di quelle informazioni che avremmo preferito conoscere prima di trovarci lì e che, proprio per questo, mi sembra giusto condividere.
Agia Triada è molto più appartata rispetto ai monasteri visitati nelle tappe precedenti e anche il percorso per raggiungerla contribuisce a dare la sensazione di essere arrivati in un angolo meno conosciuto di Skopelos, anche se, di per se, la chiesetta non è niente di eccezionale rispetto alle precedenti, tra l’altro l’abbiamo trovata anche chiusa.
È stata questa, quindi la conclusione della nostra giornata alla scoperta dei monasteri di Skopelos: un itinerario nato quasi per caso a causa del vento e terminato in una delle zone più isolate che abbiamo raggiunto durante questa escursione.
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